Comunicato stampa dell’associazione dei veterinari SIVELP

Trascriviamo qui di seguito il comunicato stampa dell’associazione dei veterinari SIVELP, in risposta al recente servizio di Milena Gabanelli e Francesco Tortora. Nel comunicato, SIVELP difende la professione veterinaria e chiarisce le problematiche sollevate riguardo ai costi dei servizi e farmaci veterinari.

“Servizio Gabanelli – Tortora: Una Visione Distorta della Professione Veterinaria

Negli ultimi giorni, è circolato in rete un servizio di Milena Gabanelli e Francesco Tortora che affronta il tema della lobby delle case farmaceutiche riguardo ai prezzi dei farmaci veterinari, che presentano gli stessi principi attivi dei farmaci per uso umano ma costano fino a cinque volte di più.

Un Attacco Implicito ai Veterinari

All’inizio dell’inchiesta, si discute il numero di animali domestici, il loro significato e il beneficio che apportano all’interno delle famiglie e dei singoli individui, enfatizzando l’importanza psicologica e l’impatto emotivo sui proprietari. In questo contesto, sono riportate testualmente le parole: “Vogliamo bene a questi animali, moltissimo bene; i veterinari lo sanno e INFATTI, per una visita a un cucciolo, arrivano a chiedere fino a 85 euro.” La giornalista aggiunge: “Ma soprattutto, lo sanno le case farmaceutiche.”

L’obiettivo sarebbe stato raggiunto se nel servizio ci si fosse focalizzati sulla questione dell’imposizione per legge di un regolamento che vieta ai veterinari di prescrivere farmaci per uso umano, salvo rispettare la cascata del farmaco e l’uso in deroga quando permesso. Tuttavia, i veterinari vengono presentati in modo tale da sembrare conniventi con un sistema che cerca di sfruttare il crescente interesse verso gli animali.

Una Narrazione Distorta della Professione

Nel servizio si sottolinea che i veterinari “SANNO” e, di conseguenza, si permettono di “CHIEDERE” cifre elevate, insinuando che siano a conoscenza del valore effettivo di una visita e criticando sottilmente l’ammontare considerato elevato. Non viene, però, messo in evidenza dai conduttori il contesto in cui si inserisce la cifra di 85 euro: tale valore è decontestualizzato dalla realtà poiché non tiene conto della tipologia della prestazione professionale, che spesso include sia la visita clinica sia esami diagnostici. Inoltre, si tratta di una somma non standardizzata, in quanto non esiste un tariffario nazionale su cui la giornalista possa basare le Sue affermazioni e da cui possa estrapolare dati oggettivi.

Anche nel caso in cui la cifra di 85 euro fosse ipoteticamente corretta, l’affermazione risulta faziosa, poiché non considera che l’importo totale è il risultato di un importo di spesa a cui si somma un 2% di contribuzione previdenziale e il 22% di IVA. Inoltre, andrebbero considerate una tassazione al 60%, e i costi di mantenimento della struttura veterinaria. Dunque, per tornare alle ipotizzate 85 euro, questo importo rappresenta un importo lordo e nel servizio non si specifica che il netto rimasto nelle tasche dei professionisti che deve sostenere le necessità personali come qualsiasi altro lavoratore è di gran lunga inferiore.

L’Impatto sull’Opinione Pubblica

In questo modo, la percezione del pubblico è che i veterinari, che nell’immaginario collettivo dovrebbero curare gli animali domestici per passione e come una missione, stiano cercando di trarre il massimo guadagno, consapevoli di cavalcare i sentimenti dei proprietari, risultando così come figure losche da cui diffidare.

La Posizione dei Veterinari 

La categoria veterinaria non concorda con questa visione distorta della realtà e rivendica il diritto a un lavoro dignitoso, rispettoso e deontologicamente corretto. È fondamentale anche riconoscere che la medicina veterinaria è un servizio a pagamento e che le spese a carico dei professionisti sono ingenti.”

 

 

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