CPB posticipato al 30 settembre. esenti i forfettari per il biennio 2025-2026

Il concordato preventivo biennale (CPB) per il biennio 2025/2026 si presenta con nuove disposizioni, tra cui un incremento delle aliquote fiscali per i redditi incrementali superiori a 85.000 euro. Per i soggetti Irpef si applica un’imposta sostitutiva del 43%, mentre per i soggetti Ires l’aliquota è fissata al 24%. Viene inoltre estesa la possibilità di adesione per i professionisti associati o soci di società tra professionisti, a condizione che anche i soggetti collettivi di riferimento aderiscano per gli stessi periodi d’imposta.

Con il decreto legislativo sulle modifiche in materia di adempimenti amministrativi, il legislatore ha introdotto revisioni significative alla disciplina del CPB, modificando l’impostazione del Dlgs 13/2024. Tra le principali novità si evidenzia l’esclusione dei contribuenti in regime forfetario, che avevano potuto accedere in via sperimentale nel 2024. Inoltre, il termine per aderire al concordato è stato posticipato al 30 settembre, rispetto al precedente termine del 31 luglio, per garantire una maggiore razionalizzazione degli adempimenti tributari.

Una modifica sostanziale riguarda l’imposta sostitutiva sulle imposte sul reddito e le addizionali per i soggetti non forfetari. Per il biennio 2024/2025, l’aliquota era determinata sulla base del punteggio ISA del periodo d’imposta precedente, con valori variabili tra il 10% e il 15%. Con il nuovo provvedimento, per il biennio 2025/2026, le aliquote sono confermate fino a un reddito incrementale di 85.000 euro, mentre la parte eccedente è tassata al 43% per i soggetti Irpef e al 24% per i soggetti Ires.

Ulteriori novità riguardano le cause di esclusione e cessazione dal concordato. I professionisti che partecipano ad associazioni o società tra professionisti possono aderire solo se anche le relative strutture collettive accettano l’accordo. Allo stesso modo, un’associazione o una società decade dal regime agevolato se uno dei suoi membri non può più determinare il proprio reddito in base al concordato. Infine, viene chiarito che le operazioni di conferimento rilevanti ai fini del CPB si limitano a quelle che riguardano aziende o rami d’azienda, escludendo i conferimenti in denaro.

Implicazioni pratiche
L’inasprimento delle aliquote per i redditi incrementali superiori a 85.000 euro potrebbe ridurre l’attrattività del concordato per le fasce più alte di reddito, spingendo i contribuenti a valutare strategie fiscali alternative. L’esclusione dei forfettari limita ulteriormente la platea dei beneficiari, creando potenzialmente disparità tra le diverse categorie di professionisti e imprenditori. Il rinvio della scadenza per l’adesione al 30 settembre rappresenta un vantaggio per i contribuenti, offrendo loro più tempo per valutare l’opportunità di aderire.

Dal punto di vista operativo, le nuove regole per associazioni e società tra professionisti impongono una gestione coordinata delle adesioni, aumentando la complessità amministrativa per queste realtà. L’interpretazione restrittiva sui conferimenti potrebbe inoltre influenzare le strategie di capitalizzazione delle imprese, limitando l’uso di determinati strumenti di finanziamento.

In sintesi, la riforma del CPB presenta elementi di semplificazione ma anche criticità che potrebbero influenzare le scelte di adesione e le strategie fiscali dei contribuenti interessati.

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