Questo sito utilizza cookie e tecnologie simili per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l'esperienza di uso delle applicazioni online. Continuando con la navigazione si acconsente al loro utilizzo.  Per saperne di più...

ANTITRUST SANZIONI: DOPO GLI AVVOCATI TOCCA AI NOTAI?

L’Antitrust ha aperto un’istruttoria nei confronti del Consiglio notarile di Milano per accertare l’ipotesi di un’intesa restrittiva della concorrenza. In particolare, attraverso una pluralità di condotte, il Consiglio avrebbe perseguito l’obiettivo di indurre i notai del distretto a limitare, sotto il profilo quantitativo, la propria attività, così restringendo il confronto concorrenziale tra gli stessi e conducendo, in ultima analisi, ad una ripartizione del mercato e ad una limitazione della concorrenza di prezzo, in violazione dell’articolo 2 della legge n. 287/90.

 

Per acquisire elementi utili all’accertamento dell’intesa, i funzionari dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno eseguito ispezioni nei giorni scorsi presso la sede del Consiglio notarile di Milano, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

 

 

Il testo del provvedimento

FORMAZIONE CONTINUA REVISORI LEGALI

Per i revisori legali finalmente una buona notizia:

Il MEF, porta a conoscenza degli iscritti, destinatari degli obblighi di formazione continua ex art. 5 del decreto legislativo n. 39 del 2010, che è stato istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze, un apposito Comitato didattico-scientifico per la formazione dei revisori legali. Scopo del Comitato, che ha già avviato i propri lavori nella seduta di insediamento tenutasi in data 20 dicembre 2016, è di assicurare l’elaborazione di un programma annuale della formazione autorevole e conforme alle esigenze di aggiornamento professionale del revisore.
Su questo Portale saranno successivamente pubblicate tutte le notizie ufficiali inerenti le modalità di erogazione della formazione continua.
I REVISORI iscritti a FEDERPROFESSIONI e/o associazioni professionali collegate, possono approfittare dei corsi formativi che a breve saranno istituiti - da ANPAR quale ente certificato- in collaborazione con A.N.RE.C. (Associazione Nazionae dei Revisori Contabili). Si risponde solo a richieste che pervengono via e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Si fanno leggi solo per arricchire le banche

Diminuisce di due anni l'accertamento ordinario (da 5 a tre) se  il contribuente esercente impresa  sceglie il regime opzionale previsto dal DLgs 127/2015.
La domanda dell'imprenditore e aderire o non aderire alla riduzione dei termini di accertamento? Il giurista d'impresa dott Giovanni  Pecoraro, consiglia di no e spiega perchè.
"Aderire al termini di trasmissione telematica delle fatture e/o dei corrispettivi, significa che tra i tanti altri adempimenti da mettere in atto, c'è anche quello di  garantire la tracciabilità dei pagamenti effettuati e ricevuti. Questo significa che tutti i pagamenti effettuati e ricevuti  debbono esssere eseguitii tramite bonifico bancario o postale, carta di debito o carta di creditio, ovvero assegno bancario, circolare o postale non trasferibile. Chi ci guadagna in tutto questo? Gli intermediari finanziari. 

ANATOCISMO BANCARIO: per evitarlo conviene pagare gli interessi a debito piuttosto che capitalizzarli.

Con il decreto n. 343/2016 del ministro delle Finanze dal 1° ottobre  sono entrate in vigore le nuove norme sul tema dell’anatocismo bancario, che prescrivono una volta per tutte come debbano essere calcolati gli “interessi sugli interessi”.Il cambiamento  interessa soprattutto i contratti di conto corrente e i fidi. La novità di rilievo concerne il calcolo degli interessi a debito e a credito dei conti correnti: essi devono avere la stessa periodicità e il periodo di calcolo non può essere inferiore all’anno. Il calcolo degli interessi deve aver luogo alla fine dell’anno solare, e il pagamento degli interessi non può essere avanzato prima del 1° marzo dell’anno successivo. In pratica ciò evidenzia che la banca non potrà richiedere al cliente interessi per uno scoperto di conto corrente relativo a un dato anno prima del 1°marzo dell’anno successivo. Nell’ipotesi del pagamento di interessi debitori il cliente potrà quindi determinarsi di pagare immediatamente oppure potrà abilitare la banca a calcolare gli interessi dovuti aggiungendoli al capitale già a debito sul conto ma soltanto ed unicamente firmando una particolare dichiarazione scritta. In tal caso però non si produce un calcolo “degli interessi sugli interessi”, ovvero di “anatocismo”, perché in questo caso infatti gli “interessi” si trasformano in “capitale” e pertanto su questo possono essere calcolati nuovi interessi. Alcune banche hanno già inviato lettere alla loro clientela con le quali richiedono l’autorizzazione per l’addebito in conto degli interessi debitori. Una tale richiesta non comporta nessun onere di fatto per il cliente che può sempre revocare in qualsiasi momento l’autorizzazione data.Si chiarisce, che in caso di mancato pagamento degli interessi debitori la banca può ricorrere alle vie legali e chiedere il pagamento degli interessi moratori, consistenti nel pagamento degli interessi dovuti per il ritardo.
(a cura del giurista d'impresa Giovanni Pecoraro)

Aspettando il "CONDONO FISCALE"

Tutti si azzardano a fare ipotesi e congetture se, conviene o non conviene sfruttare la rottamazione  di quanto dovuto al fisco dai contribuenti.

Secondo l'economista e giurista d'impresa Giovanni Pecoraro, è prematuro fare previsioni sia sul reale che si dovrebbe riscuotere sia dei soggetti che ne dovrebbero usufruire. (ieri erano 4 miliardi oggi sono  tre domani.. chissà) 

" E' necessario aspettare il testo che non è ancora stato messo a punto e solo dopo possono essere fatte  valutazioni quasi reali di quello che presumibilmente entrerà nelle casse dello Stato".  

Azzardare ipotesi. sllo stato attuale, potrebbe significare  informare in modo sbagliato "gli evasori".  Il legificatore deve prestare molta attenzione ai tempi che si danno ai contribuenti che intendono aderire alla "rottamazione". Non tutti sono evasori "abitudinari"  ci sono anche evasori che per sopravvivere alla crisi  sono diventati tali.