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Si fanno leggi solo per arricchire le banche

Diminuisce di due anni l'accertamento ordinario (da 5 a tre) se  il contribuente esercente impresa  sceglie il regime opzionale previsto dal DLgs 127/2015.
La domanda dell'imprenditore e aderire o non aderire alla riduzione dei termini di accertamento? Il giurista d'impresa dott Giovanni  Pecoraro, consiglia di no e spiega perchè.
"Aderire al termini di trasmissione telematica delle fatture e/o dei corrispettivi, significa che tra i tanti altri adempimenti da mettere in atto, c'è anche quello di  garantire la tracciabilità dei pagamenti effettuati e ricevuti. Questo significa che tutti i pagamenti effettuati e ricevuti  debbono esssere eseguitii tramite bonifico bancario o postale, carta di debito o carta di creditio, ovvero assegno bancario, circolare o postale non trasferibile. Chi ci guadagna in tutto questo? Gli intermediari finanziari. 

ANATOCISMO BANCARIO: per evitarlo conviene pagare gli interessi a debito piuttosto che capitalizzarli.

Con il decreto n. 343/2016 del ministro delle Finanze dal 1° ottobre  sono entrate in vigore le nuove norme sul tema dell’anatocismo bancario, che prescrivono una volta per tutte come debbano essere calcolati gli “interessi sugli interessi”.Il cambiamento  interessa soprattutto i contratti di conto corrente e i fidi. La novità di rilievo concerne il calcolo degli interessi a debito e a credito dei conti correnti: essi devono avere la stessa periodicità e il periodo di calcolo non può essere inferiore all’anno. Il calcolo degli interessi deve aver luogo alla fine dell’anno solare, e il pagamento degli interessi non può essere avanzato prima del 1° marzo dell’anno successivo. In pratica ciò evidenzia che la banca non potrà richiedere al cliente interessi per uno scoperto di conto corrente relativo a un dato anno prima del 1°marzo dell’anno successivo. Nell’ipotesi del pagamento di interessi debitori il cliente potrà quindi determinarsi di pagare immediatamente oppure potrà abilitare la banca a calcolare gli interessi dovuti aggiungendoli al capitale già a debito sul conto ma soltanto ed unicamente firmando una particolare dichiarazione scritta. In tal caso però non si produce un calcolo “degli interessi sugli interessi”, ovvero di “anatocismo”, perché in questo caso infatti gli “interessi” si trasformano in “capitale” e pertanto su questo possono essere calcolati nuovi interessi. Alcune banche hanno già inviato lettere alla loro clientela con le quali richiedono l’autorizzazione per l’addebito in conto degli interessi debitori. Una tale richiesta non comporta nessun onere di fatto per il cliente che può sempre revocare in qualsiasi momento l’autorizzazione data.Si chiarisce, che in caso di mancato pagamento degli interessi debitori la banca può ricorrere alle vie legali e chiedere il pagamento degli interessi moratori, consistenti nel pagamento degli interessi dovuti per il ritardo.
(a cura del giurista d'impresa Giovanni Pecoraro)

Aspettando il "CONDONO FISCALE"

Tutti si azzardano a fare ipotesi e congetture se, conviene o non conviene sfruttare la rottamazione  di quanto dovuto al fisco dai contribuenti.

Secondo l'economista e giurista d'impresa Giovanni Pecoraro, è prematuro fare previsioni sia sul reale che si dovrebbe riscuotere sia dei soggetti che ne dovrebbero usufruire. (ieri erano 4 miliardi oggi sono  tre domani.. chissà) 

" E' necessario aspettare il testo che non è ancora stato messo a punto e solo dopo possono essere fatte  valutazioni quasi reali di quello che presumibilmente entrerà nelle casse dello Stato".  

Azzardare ipotesi. sllo stato attuale, potrebbe significare  informare in modo sbagliato "gli evasori".  Il legificatore deve prestare molta attenzione ai tempi che si danno ai contribuenti che intendono aderire alla "rottamazione". Non tutti sono evasori "abitudinari"  ci sono anche evasori che per sopravvivere alla crisi  sono diventati tali.

PREZZI ONLINE PIÙ TRASPARENTI ANTITRUST SANZIONA GLI EXTRA PER PAGAMENTI CON CARTE CREDITO

Prezzi SEMPRE PIÙ TRASPARENTI per i consumatori che comprano on line: l’Autorità ha applicato per la prima volta l’articolo 62 del Codice del Consumo che, a decorrere dal 13 giugno 2014, sancisce il divieto assoluto di imporre spese ai consumatori italiani per l’utilizzo di un determinato mezzo di pagamento.

È il primo risultato dell’azione Antitrust che ha sanzionato le compagnie aeree low cost Norwegian Air e Blue Air rispettivamente con 250.000 e 300.000 euro per non avere rispettato la nuova norma introdotta nel nostro ordinamento a seguito del recepimento della direttiva 2011/83/UE in materia di diritti dei consumatori (Consumer Rights). L’applicazione di un sovrapprezzo, collegato e corrispondente all’utilizzo di uno strumento di pagamento da parte dei consumatori, si pone in chiara violazione del citato art. 62 del Codice del Consumo. Vale la pena di sottolineare che la norma riguarda non solo le carte di credito, ma anche altre forme di pagamento come i bonifici e gli acquisti in contrassegno.

L’introduzione di questo divieto nel mercato italiano per tutti i settori economici e non soltanto per il trasporto aereo, è tale da rendere superflua qualsiasi valutazione circa le modalità di presentazione ai consumatori del sovrapprezzo al momento del pagamento con carta di credito, pratica questa che è stata pure sanzionata, nei medesimi provvedimenti, per il periodo precedente all’entrata in vigore della nuova normativa.

Prima della conclusione dei rispettivi procedimenti, le due compagnie hanno messo in atto, con tempistiche differenziate, le misure necessarie per rimuovere le condotte scorrette.

Anatocismo: come ti aggiro la legge

L'anatocismo, cos'ì come concepito dal CIRC,  modifica per certi versi la struttura, non abbiamo più a che fare con la capitalizzazione degli interessi come ne è stato l'intendimento tradizionale, ma si è passati alla capitalizzazione degli interessi moratori e alla possibilità del loro addebito sul conto corrente recante l'apertura di credito. Importante osservare che gli interessi moratori diversamente producono un debito di natura superiore rispetto agli interessi non caratterizzati da morosità, e che i vari meccanismi manifestamente posti a difesa di una rapidità  operativa all'interno del telaio contrattuale, così come previsto dall'art. 4, commi quinto e sesto della circolare CIRC entrata in vigore a ottobre, nell'applicazione concreta vanno a sfavorire il cliente retail, spesso disinformato; ma anche le attività di lavoro autonomo e le piccole e medie imprese.  Del resto è oramai noto da tempo che la pratica anatocistica si presta ad abusi di posizione nel momento in cui è alienata da un contesto concorrenziale ed inserita in un contesto di squibrio informativo e instabilità nel potere contrattuale delle parti.
Comincerà anzi è gia cominciata una nuova era di ricorsi perchè  ancora una volta, l'anatocismo è fatto salvo dal legislatore, ed ancora una volta, bisognerà attendere i risvolti giurisprudenziali.